SANT’EMILIANO È APERTO

PARTE LA STAGIONE

Turno 9-10 marzo

Daniele | 347 59 03 180

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Sant'Emiliano, una storia millenaria

Il santuario di Sant’Emiliano fu fondato in epoca medievale nelle vicinanze dei ricchi pascoli dei Grassi e di Paér, più precisamente dovrebbe risalire al XII secolo. Sembra che la prima proprietà del luogo sia da attribuire al monastero di Sant’Eufemia oppure a quello di Santa Giulia o ancora al monastero di Bobbio.

Probabilmente fu l’ordine dei frati Umiliati, dedito a pastorizia e lavorazione della lana, a insediare qui un santuario. Nel XVI secolo sicuramente apparteneva a quest’ordine e dalla fine dello stesso il santuario dei Santi Emiliano e Tirso è sotto il patronato del Comune di Sarezzo.

Cosa ci va in questo quadro? Valtrompia Vertical

Sante Messe al Santuario

Domenica 6 ore 11.30

Domenica 3 ore 11.30

Domenica 3 ore 11.30

Domenica 3 ore 11.30

Domenica 3 ore 11.30

Domenica 3 ore 11.30

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Le orme di Sant'Emiliano

La storia del santuario saretino è racchiusa dal 2013 nel libro Le orme di Sant’Emiliano, diviso in una prima parte storico-artistica a cura del professor Carlo Sabatti e in una seconda di racconto a cura di Andrea Alesci (liberamente scaricabile in formato .pdf cliccando sul pulsante qui sotto).

Il volume fisico si può acquistare presso il santuario o contattando Pierluigi al 335 65 35 439.

Sant'Emiliano, una storia millenaria

Il santuario di Sant’Emiliano fu fondato in epoca medievale nelle vicinanze dei ricchi pascoli dei Grassi e di Paér, più precisamente dovrebbe risalire al XII secolo. Sembra che la prima proprietà del luogo sia da attribuire al monastero di Sant’Eufemia oppure a quello di Santa Giulia o ancora al monastero di Bobbio.

Probabilmente fu l’ordine dei frati Umiliati, dedito a pastorizia e lavorazione della lana, a insediare qui un santuario. Nel XVI secolo sicuramente apparteneva a quest’ordine e dalla fine dello stesso il santuario dei Santi Emiliano e Tirso è sotto il patronato del Comune di Sarezzo.

La custodia del luogo era affidata a un eremita (romét), al quale il Comune assicurava vitto e alloggio, una casa a Sarezzo e una veste; nei secoli successivi, oltre alla figura del romét, l’incarico veniva svolto anche da massari e sindaci appositamente eletti, i quali provvedevano alla gestione finanziaria. In tempi più recenti ricordiamo Mario Faceti, che è stato custode del santuario per ventun anni.

Nel 1981 l’impegno del Gruppo Alpini di Sarezzo e dal 2005 la gestione da parte del Gruppo Autonomo Montano per conto del Comune di Sarezzo. Fanno parte della storia del luogo anche la vicina grotta di Santa Cecilia e il pozzo di San Firmo Vista frontale del pozzo di San Firmo situato poco sopra il santuario di Sant'Emiliano  Il cestello rinvenuto nel 2008 sul fondo del pozzo di San Firmo e ora esposto nel santuario, ritrovato nel 2008, rimesso in funzione e usato dal GAM come risorsa idrica (non potabile).

Tutt’ora i volontari si prodigano per la manutenzione del luogo e per renderlo il più accogliente possibile agli escursionisti e ai visitatori che si fermano per una pausa nella loro camminata o un momento di raccoglimento all’interno della chiesa  Interno del Chiesa risalente al XII secolo  .

Inoltre – grazie alla collaborazione con il Cai di Lumezzane -, dal 2017 il santuario è inserito all’interno della Via del Sacro Il cartello presente a Sant'Emiliano e che lo indica come punto della Via del Sacro, che tocca tutti i punti di rilevanza religiosa presenti nel territorio di Lumezzane e nei suoi dintorni.

Sante Messe al santuario (ore 11.30)

MAGGIO

Domenica 6

GIUGNO

Domenica 3

LUGLIO

Domenica 1
Domenica 8
Domenica 29

AGOSTO

Domenica 5
Domenica 12
Lunedì 13
Mercoledì 15
Domenica 19

SETTEMBRE

Domenica 2

Sante Messe al santuario (ore 11.30)

MAGGIO

Domenica 6

GIUGNO

Domenica 3

LUGLIO

Domenica 1
Domenica 8
Domenica 15
Domenica 22
Domenica 29

AGOSTO

Domenica 5
Domenica 12
Lunedì 13
Mer. 15 (ore 11.15)
Domenica 19

SETTEMBRE

Domenica 2

OTTOBRE

Domenica 7

Cinquant'anni di GAM

È nei primi anni Sessanta che un gruppo di amici – Nicola Benigno, Nino Cappello, Ivano Pacelli, Dario Pellegrini, Carlo Muffolini – dediti a escursioni pedestri nei fine settimana, coniano l’acronimo GAM (Gruppo Autonomo Montano) con una tenda canadese nello stemma a sottolineare la loro libera attività escursionistica.

Poi, i ragazzi crescono e cedono “armi e bagagli” ai più giovani Ennio Belleri, Gianni Benigno, Giordano Borghesi, Fausto Cappello, Rinaldo Guerini, Giorgio Ottobri, Beniamino Veneziani; nel 1968 – redigendo uno statuto e creando un logo – danno ufficialità al GAM, che in questo 2018 festeggia il suo 50° anniversario dalla fondazione.

Sulle orme di Sant'Emiliano

La storia del santuario saretino è racchiusa dal 2013 nel libro Le orme di Sant’Emiliano, diviso in una prima parte storico-artistica a cura del professor Carlo Sabatti e in una seconda di racconto a cura di Andrea Alesci (liberamente scaricabile in formato .pdf cliccando sul pulsante qui sotto).

Il volume fisico si può acquistare presso il santuario o contattando Pierluigi al 335 65 35 439.

Libro "Le orme di Sant'Emiliano"